Collaborazioni

AMONTRACK: App MONitoring and TheRapy Adherence with Chronic patients

La finalità principale del progetto è quella di sviluppare una specifica modalità di monitoraggio dei sintomi segnalati direttamente dal paziente e quindi di implementare e sperimentare l’applicazione LifeCharger quale strumento di supporto nella gestione della terapia di cura, a velare su di una patologia cronica che maggiormente possa dimostrare la sua valenza.

 Gli obiettivi specifici sono:

  1. creare uno strumento di facile utilizzo sia per i pazienti che per il personale medico sanitario
  2. mostrare la capacità dello strumento di ottimizzare la compliance del paziente affetto da patologie croniche alla terapia medica
  3. dimostrare l’efficacia dello strumento nel promuovere il Patient Engagement (PE) a favore di un rapporto medico-paziente più consapevole e proattivo.

La Malattia di Parkinson (MP) è una patologia cronica neurodegenrativa a carattere evolutivo che si caratterizza per la presenza di bradicinesia, tremori, rigidità ed altri sintomi motori e non. L’esordio della MP è solitamente asimmetrico e presenta generalmente una buona risposta alla terapia farmacologica dopaminergica (dopaminoagonisti e L-dopa). Sin dalle prime fasi di malattia, si rende necessario uno stretto monitoraggio dell’adeguata assunzione dei farmaci da parte del paziente, al fine di evitare la comparsa di fasi di blocco motorio o di discinesie. Nel tempo la terapia va costantemente personalizzata in base alle caratteristiche del paziente, allo stadio di malattia e alla richiesta funzionale dello stesso.

La collaborazione con Casa di Cura del Policlinico(CCP) ha l’obiettivo di consolidare e sperimentare in ambito clinico il sistema LifeCharger con particolare riferimento all’ambito delle patologie croniche neurodegenerative.

Il Progetto è co-finanziato da Regione Lombardia nell’ambito del programma Innodriver 2017 


ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI – PROGETTO MEMEME

Il progetto MeMeMe, Sindrome Metabolica, Dieta Mediterranea, Metformina

La più parte delle malattie croniche che affliggono le popolazioni dei paesi occidentali ricchi, pur avendo molte cause diverse, hanno due grandi cause in comune che volendo possiamo evitare: il tabacco e la sindrome metabolica. La sindrome metabolica è definita dalla presenza di almeno tre dei seguenti cinque fattori: obesità addominale (meglio stare al di sotto di 85 cm di circonferenza vita per le donne e al di sotto di 100 per gli uomini), glicemia alta (oltre 100 mg/100 ml), trigliceridi alti (oltre 150), colesterolo HDL basso (sotto 50 mg/100ml) e pressione alta (oltre 85 la minima e 130 la massima). Il consumo di tabacco aumenta il rischio di ammalarsi di cancro (del polmone, della gola, dell’esofago ,del rene, del pancreas, della vescica) e di malattie di cuore. La sindrome metabolica aumenta il rischio di diabete, di malattie di cuore, della demenza di Alzheimer, di tumori dell’intestino, del fegato, della mammella, dell’endometrio, del rene, della prostata. I fumatori vivono in media 10 anni in meno dei non fumatori, e chi ha la sindrome metabolica circa 5 anni in meno di chi non ha disturbi metabolici. La sindrome metabolica dipende dalla nostra dieta ad alta densità calorica (cioè troppo ricca di grassi e di zucchero), ricca di cibi ad alto indice glicemico (farine raffinate, pane bianco, patate), grassi saturi (carni rosse, salumi, formaggi), grassi idrogenati (margarine, dolciumi), e troppo ricca di proteine e di sale, mentre il cibo tradizionalmente mangiato nei paesi mediterranei – cereali non raffinati , legumi, verdure, olio di oliva, semi oleaginosi, un po’ di pesce e solo occasionalmente altri cibi animali- ci protegge.

Il progetto MeMeMe intende prevenire le malattie croniche legate all’età attraverso una dieta più sobria e più varia, una moderata attività fisica, e un vecchio farmaco – la Metformina – usato da 50 anni per curare il diabete, che ha gli stessi effetti metabolici di una dieta sana. 

LifeCharger è a supporto del progetto per aiutare i volontari ad essere aderenti nell’assunzione giornaliera della Metformina.



PROGETTO RE-HUB-ILITY

Il progetto RE-HUB-ILITY – Rehabilitative pErsonalized Home System and vIrtuaL coaching for chronIc Treatment in elderlY coordinato da ICS MAUGERI di Pavia e che ci vede coinvolti assieme a ATHICS S.R.L, INFO SOLUTION S.P.A., DIGITAL TALES S.R.L, MEDICAL ADVANCED SERVICES & SOLUTIONS S.R.L., BTS S.P.A. e l’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II è uno degli 11 progetti ammessi a finanziamento della Call Hub Innovazione e Ricerca di Regione Lombardia.

In Lombardia la popolazione con età superiore a 65 anni costituisce il 22,4% del totale (Istat 2018) e il 49,7% della popolazione è affetto da malattie croniche (Rapporto Lombardia 2018) delle quali quelle cardiorespiratorie, cerebrovascolari, osteoarticolari e neurodegenerative determinano il maggiore impatto sociale e assistenziale, essendo causa di disabilità a lungo termine (Nardone & Ferrari 2018) e peggioramento della qualità di vita del caregiver, con conseguente aumento delle malattie stress-correlate (Censis, 2010). Il Sistema Regionale Lombardo ha ridefinito il modello sanitario di assistenza (L.R. 23/2015) focalizzandosi su una presa in carico globale e integrata della persona. Tuttavia, la riabilitazione del paziente cronico è frammentata e garantita da realtà ospedaliere che operano in regime di ricovero o ambulatoriale. La transizione al domicilio nella fase post-acuta è un momento di alta discontinuità nell’assistenza a causa di scarsa aderenza e motivazione del paziente, scarsa comprensione dei benefici delle cure riabilitative, scarsa predisposizione al cambiamento dello stile di vita. Da qui nasce l’urgenza di validare modelli di assistenza che riescano a coniugare soluzioni tecnologiche con i bisogni di salute al fine di garantire continuità e qualità dell’assistenza dei pazienti cronici (Piano Nazionale Cronicità 2016). La Telemedicina è stata utilizzata per contrastare l’incremento della non autosufficienza del paziente cronico e personalizzare l’applicazione di terapie domiciliari per delocalizzare la gestione del paziente dall’ospedale al domicilio. Le attività svolte a domicilio si sono rivelate una valida alternativa ai percorsi convenzionali e l’utilizzo di virtual coaching ha aumentato l’aderenza ai programmi proposti (Benzo et al., 2018). L’adozione di modelli assistenziali fondati sull’empowerment di paziente e caregiver rappresenta inoltre garanzia di efficacia ed economicità come riduzione dei ricoveri e delle complicanze (Piano Nazionale Cronicità 2016). Ciononostante, la gestione della cronicità con Information and Communication Technologies (ICT) innovativa non ha ancora raggiunto un sufficiente livello di specializzazione, qualità e robustezza, tale da garantire trattamenti individualizzati e controllati a domicilio e da favorire il coinvolgimento del paziente e la sua aderenza al programma riabilitativo. Inoltre, le soluzioni ICT sono spesso viste come “elementi isolati” nella gestione del paziente invece di essere prima di tutto interventi di supporto del cambiamento, nell’organizzazione e nei paradigmi di cura. Il progetto intende rispondere ai bisogni creando una piattaforma integrata che coinvolge pazienti, operatori sanitari, caregiver e tecnologie ICT, per pianificare e realizzare trattamenti domiciliari individualizzati e controllati da remoto. La piattaforma tecnologica ICT presenterà innovazioni abilitanti: 1) sviluppo di dispositivi, sistemi, con ICT, metodi basati su Intelligenza Artificiale per la riabilitazione cognitiva e motoria personalizzata; 2) modelli innovativi per il monitoraggio, la valutazione e il supporto al programma riabilitativo mediante attività di virtual coaching personalizzato al paziente e al caregiver con tecniche di psicologia della persuasione; 3) sviluppo di nuove metodiche strumentali e di valutazione di procedure riabilitative mediante sensoristica indossabile che si avvalgano di sistemi di Intelligenza Artificiale in grado di riconoscere specifici pattern motori e cognitivi; 4) sviluppo di videogame ed exergame indirizzati all’esercizio di abilità cognitive e motorie; 5) creazione e sperimentazione di un approccio riabilitativo olistico, in cui il paziente sia centrale e proattivo sia in termini di terapie che di qualità della sua vita; 6) creazione di una rete tra Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) di ICS Maugeri (Pavia-Lumezzane-Milano) per la valutazione in remoto del paziente, modello inclusivo.


BRCAPP: L’EVOLUZIONE DI LIFECHARGER PER MUTATI BRCA

Una specifica soluzione è stata sviluppata per le necessità delle persone affette da mutazione genetica BRCA e per tanto soggette ad un maggior rischio di sviluppare tumori con particolare riferimento a quelli alla mammella, all’utero, tube e ovaie.

La BRCApp nasce in collaborazione con aBRCAdaBRA onlus la prima associazione nazionale nata per sostenere tutti i portatori di mutazioni genetiche BRCA e le loro famiglie, lavorando assieme a sanitari ed istituzioni, per promuovere la diagnosi precoce e la prevenzione dei carcinomi, individuando la popolazione a rischio e dedicando loro percorsi ad hoc in centri altamente specializzati, le Breast Unit. La collaborazione con l’Associazione ha permesso di realizzare la BRCApp e renderla disponibile innanzitutto agli associati avviando un confornto continuativo al fine di un continuo miglioramento della stessa.

150.000 si stima siano le persone che presentano mutazione BRCA. Per queste persone il rischio di ammalarisi di tumore è significativamente maggiore. Un’azione di prevenzione adottando stili di vita e di alimentazione adeguati possono fare molto. Molto può fare una corretta azione di sorveglianza che consenta di individuare la malattia ad uno stadio iniziale. 

La BRCApp consente di gestire il proprio profilo e programmare le attività di prevenzione secondo gil specifici programmi di sorveglianza previsti dai protocolli di cura. 

Maggiori dettagli sul sito www.brcapp.it


ISC MAUGERI: BPCO IMPATTO DI LIFECHARGER SULLA CAPACITÀ DI SELF-MANAGEMENT

La BPCO è una malattia che implica un elevato carico gestionale, con implicazioni importanti sulla Sanità e i Servizi Sociali.
È importante incoraggiare il self-management del paziente cronico attraverso un modello educazionale, che introduca strategie per guidarlo ad applicare specifici regimi medici, allertarlo ai cambiamenti nel suo stato di salute e fornirgli un adeguato piano di azione durante le ricadute. L’educazione al self-management nel paziente BPCO si è visto essere associata sia ad un suo miglioramento della qualità della vita che alla riduzione delle reospedalizzazioni, anche se i dati raccolti sono ancora insufficienti per formulare in modo chiaro delle raccomandazioni sul tipo di programmi educazionali da svolgere. Nel paziente BPCO le riacutizzazioni sono molto comuni ed hanno un impatto negativo non trascurabile sulla qualità della vita a un anno. Alcune riacutizzazioni vengono riconosciute e segnalate dal paziente mentre altre no. Tutte richiedono comunque interventi per prevenirle il più possibile.

E’ stato dimostrato che pazienti affetti da BPCO hanno una scarsa conoscenza o scarsa capacità di riconoscimento dei sintomi, specialmente per quanto riguarda i segni di allarme di un imminente riacutizzazione e quali azioni dovrebbero essere intraprese.
Siccome le condizioni della BPCO sono a lungo termine, i pazienti richiedono una educazione costante e strategie per promuovere una migliore empowerment, aumentando le conoscenze rispetto alla loro condizione, e di conseguenza migliorando l’autogestione e l’autocontrollo della malattia.

All’interno di un percorso di telesorveglianza domiciliare strutturato per il paziente cronico affetto da BPCO in III e IV classe GOLD, fornito da un team, formato e dedicato, di specialisti, infermieri e tecnici, della durata di 6 mesi /1 anno, verrà fornita al paziente la possibilità di utilizzare LifeCharger, che dovrà aiutare il paziente nel riconoscimento dei segni e sintomi. Tramite l’applicazione il paziente potrà compilare una card multidimensionale, “Respicard”, sviluppata e validata.

Ad oggi la card viene normalmente somministrata dall’infermiere durante l’intervista telefonica programmata, settimanale o bisettimanale, al paziente in modo da verificare le sue condizioni cliniche (stabilità o variazione). In uno studio di validazione della card si è verificata l’usabilità della card da parte del paziente in auto somministrazione, dimostrando una non inferiorità delle informazioni cliniche raccolte rispetto a quelle raccolte dall’infermiere durante l’intervista telefonica.

L’uso quindi di una applicazione che permetta al paziente di riconoscere precocemente i segni e i sintomi, potrebbe essere di aiuto, migliorando anche la qualità della vita.

Il principale risultato previsto di questo studio è il miglioramento della conoscenza e della comprensione della propria condizione clinico-sanitaria come parte del pacchetto di educazione all’autogestione. Questo implica:

  1. Riconoscimento del deterioramento dei sintomi (auto-monitoraggio) e reazione in modo appropriato.
  2. Maggiore adesione alle terapie di mantenimento.
  3. Mantenimento dei corretti stili di vita (esercizio fisico, dieta, abitudine al fumo, ecc.)
  4. Revisione professionale sanitaria.

Il riconoscimento del deterioramento dei sintomi della malattia tramite la Respicard, strumento focalizzato ad evidenziare la dispnea, tosse, difficoltà ad espettorare, sensazione di stanchezza o debolezza, disturbi del sonno, può aiutare il paziente BPCO ad intervenire precocemente e a mettere in atto le azioni di autogestione delle riacutizzazioni.